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Santuario della Beata Vergine Assunta


Notizie storico-artistiche

Verso il 1418 iniziò la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna e a san Lorenzo, dotata di numerose reliquie, e attorno al 1430, secondo la tradizione, san Bernardino da Siena vi fondò la confraternita dei Battuti. Dai documenti risulta invece che la Confraternita dei Battuti a Morbegno esisteva già nel 1416. Lo sviluppo della devozione e i miracoli ottenuti dai pellegrini devoti della sacra immagine dipinta attorno al 1440 indussero, verso la fine del secolo, a ricostruire la chiesa, orientandola a sud.

Il nuovo tempio, consacrato nel 1506, presenta una struttura rinascimentale con l'inserimento della pianta centrale (tiburio) sulla tradizionale navata, per influsso del Bramante. All'esterno le pareti creano un raro equilibrio di volumi - con tracce di affreschi e con decorazioni in cotto - che culminano nel classico tiburio ottagonale ritmato da archetti e sormontato da un lanternino. I restauri del 1999 hanno riproposto parzialmente l'originaria decorazione pittorica rinascimentale del tiburio, ristrutturato agli inizi del Settecento.

 

A - La facciata, rifatta nell'Ottocento, conserva le splendide decorazioni in pietra di Saltrio diTomaso Rodari (1517): portale con l' Annunciazione sopra le lesene, finestre, rosone fiammato con la Vergine e il Bambino al centro.

B - Il campanile nel 1730/33 fu elevato fino a raggiungere, con la croce, i 50 m di altezza.

C / D - Le lunette delle porte laterali, decorate in cotto, contengono affreschi rinascimentali: una Pietà (ovest) e la Vergine col Bambino, santa Caterina da Siena e san Pietro Martire.

E - Ai piedi del campanile, nel 1739 fu costruito un ossario affrescato all'esterno.

1 - L'interno della chiesa è dominato dalla magnifica ancona, capolavoro assoluto nel suo genere, in legno scolpito e intagliato da Giovan Angelo Del Maino (1516-1519), dorato e dipinto da Gaudenzio Ferrari (1520/21; 1524/26) e Fermo Stella (1521/23). Si presenta come sezione di un tempietto rinascimentale a pianta centrale, quadrata alla base, ottagonale e poi circolare alla sommità.

In basso, cinque pannelli ad altorilievo con la Natività, la fuga in Egitto, la disputa coi dottori nel tempio, lo sposalizio della Vergine, la Pentecoste. Al centro, l'affresco della Vergine in trono col Bambino, datato 144..., affiancato dalle statue di san Lorenzo e di san Bernardo col demonio incatenato, entro due nicchie scandite da elaborate colonnine, in un tripudio di decorazioni, tra cui i simboli degli Evangelisti, san Rocco e sanGiovanni Battista, le vergini prudenti. Sopra il cornicione, al centro, una lunetta con l' Eterno fra angeli e, ai lati, sotto le volute di due sirene, l'Annunciazione. Sulla cupola circolare, a due alzate, 12 statuine degli apostoli e altrettanti putti musicanti che contemplano la gloria della Vergine assunta in cielo.
L'ancona, già chiusa da ante dipinte da Gaudenzio Ferrari, è attorniata da una cornice in legno con volute di foglie d'acanto, opera di Andrea Albiolo di Bellagio (1712). 



- Gli affreschi del presbiterio sono attribuiti a Pietro Bianchi di Como col quadraturista Giuseppe Porro (1703/06): sulla parete il martirio di san Lorenzo, sulla volta, tre medaglioni con la nascita, la morte, l'assunzione della Vergine, fra inquadrature architettoniche e medaglioni di santi. Sempre al Bianchi sono attribuiti tutti gli affreschi sulle pareti dell'intera navata, con Santi, Pontefici, Angeli musicanti ed episodi biblici.

3 - La campata davanti all'altare è dominata dall'affresco con la Vergine che accoglie sotto il suo manto confratelli e consorelle, capolavoro del morbegnese Giovan Pietro Romegialli (1768).

4 - L'organo Aletti di Monza (1900) ricostruito da Piccinelli (1980) è collocato in una cassa barocca, dello stesso stile del pulpito. Sotto la cantoria, due grandi tele (sec.XVII) con Ester davanti ad Assuero Gedeone con l'esercito sulle rive del Giordano .

5 - Sulla parete destra, un pregevole polittico attribuito al bresciano Vincenzo de Barberis (prima metà sec. XVI), con l'Assunta, e le sante Marta, Maria Maddalena, Caterina d'Alessandria e Caterina da Siena, e tre scene bibliche. In due nicchie inizi Novecento, le statue di sant'Anna e santa Lucia.

6 - Gli affreschi della cupola sono di Giuseppe Brina di Bergamo (1709/10) e del quadraturista Giovanni Battista Pozzi di Porlezza. Rappresentano i quattro Dottori della Chiesa, nei pennacchi, e poi scene bibliche e raffigurazioni allegoriche, fra ornati architettonici, per concludere con l'Incoronazione della Vergine. Al centro pende un ricco lampadario in vetro di Murano (1886).

7 - A sinistra, la cappella dell'Assunta, un tempo dedicata alle sante Reliquie, con altare in marmo e stucchi e inferriate, datato 1617, statua barocca della Madonna col Bambino, urna con le reliquie del martire san Prospero. Pareti affrescate da Pietro Bianchi, dove è stato ricuperato un affresco rinascimentale, attribuito a Giovanni Andrea de Magistris, raffigurante sant'Agata con la Vergine, sant'Anna e il Bambino.

8 - La cappella destra è dedicata a sant'Anna, con la pala d'altare attribuita al non identificato Giovanni Ferrari augustanus, affreschi barocchi di autore ignoto, vetrata rinascimentale con la Natività.

9 - La campata anteriore è dominata da un secondo affresco del Romegialli con la Gloria dei santi Lorenzo e Bernardino. Alle pareti, affrescate in alto da Pietro Bianchi con scene bibliche angeli musicanti, sei grandi tele: di Giovanni Ferrari augustanus, i santi Gioachino e Anna, san Gioachino e l'angelo (firmate e datate 1585), il transito della Vergine, la Presentazione al tempio (attribuite). Firmata e datata 1585 dal bormiese Antonio Canclini l' Annunciazione, attribuita allo stesso la Visitazione .

A sinistra della porta, la grande tela con la Natività della Vergine, attribuita a Gaudenzio Ferrari, si ritiene costituisse un'anta dell'ancona.

10 / 11 - Vetrate rinascimentali alle due finestre (san Martino san Pietro) e dietro il rosone (teste di cherubini). Sulla controfacciata, due piccole tele settecentesche con sant'Antonio di Padova san Bernardino da Siena.

F - In sacrestia , crocifisso scolpito da Giovanni Andrea del Maino e vetrata rinascimentale col Crocifisso adorato dai Battuti.

G - Nell'annesso locale del capitolo, dove i confratelli cantavano l'ufficio fino a tutto il Settecento, nel corso dei recenti restauri sono emersi due affreschi: san Domenico di Guzman, datato 1503 e, un po' più tardo, san Bernardino da Siena. Nel capitolo ora sono esposti alcuni degli arredi sacri del santuario.



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