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Campo Invernale 2015-16

Sulle orme di san Francesco… fino ad Assisi!

 Ripercorriamo insieme il campo invernale dei nostri chierichetti

 Passare le vacanze in compagnia è sempre bello: quando poi le vacanze sono quell

e di Natale e la compagnia è un affiatato gruppo di chierichetti l’esperienza diventa fantastica. Dal 27 al 30 dicembre il nostro gruppo di chierichetti, guidati (è proprio il caso di dirlo!) da don Alberto e dal seminarista Stefano, è stato ad Assisi per vivere assieme un campo fatto di amicizia, condivisione, preghiera e anche un po’ di gioco. Ma non si può andare ad Assisi senza il desiderio di incontrare san Francesco. Seguendo le sue orme abbiamo ripercorso le principali tappe della sua vita lasciando che i luoghi significativi della sua esistenza parlassero anche a noi.

Tappa impor

tante è la casa natale dove il santo è cresciuto, poi il duomo stesso della città, san Ruffino, la chiesa dove san Francesco è nato alla fede avendo ricevuto lì il dono del Battesimo. Ricordo molto bene la chiesa di san Damiano dove san Francesco ha giusto intuito la sua vocazione. L’invito a riparare la casa del Signore non è stato subito compreso appieno: è dovuto risuonare molto nella mente e nel cuore di Francesco affinché dal riparare una chiesa diventasse il rinnovare la Chiesa. Nella chiesa di santa Chiara è stato molto toccante il poter pregare davanti a quello stesso crocifisso mettendo tra le sue braccia la nostra vita e il nostro desiderio di servirlo all’altare. A Rivotorto siamo rimasti tutti colpiti dal vedere il primo convento francescano all’interno della basilica di Santa Maria. Un luogo umile e semplice così come lo fu il suo fondatore; lì inoltre fu redatta la Regola. A Santa Maria degli Angeli abbiamo potuto visitare la Porziuncola: luogo in cui san Francesco fondò l’Ordine dei Frati Minori e dove visse gran parte della sua vita. Occasione questa, passando per la Porta Santa, di vivere assieme il Giubileo della Misericordia. Se è vero poi che nella basilica di san Francesco l’arte riesce mirabilmente a rappresentare le tappe della vita del santo, il tesoro più prezioso è custodito nella cripta: le sue spoglie mortali. Ci siamo inginocchiati e abbiamo pregato affinché san Francesco, che ora intercede per noi presso Dio, mettesse sotto la sua protezione quanto a noi più c
aro.

Questo campo però è stato anche scambio e condivisione soprattutto alla sera quando riflettevamo sugli episodi significativi della vita di san Francesco ma anche pregavamo e giocavamo. A proposito di giochi: rimarranno memorabili le due partite a calcio tra di noi, un po’ perché le porte erano indicate da due ulivi, un po’ perché eravamo in pendenza su una collina.

Prima di rientrare abbiamo fatto una breve tappa a Perugia dove don Alberto ci ha mirabilmente illustrato la Fontana Maggiore e la cattedrale di San Lorenzo che, a detta di qualcuno di noi, è meno bella della nostra chiesa di San Giovanni!

Una cosa è certa: indossando il Tau, che ci è stato consegnato l’ultima sera, torneremo sempre con la mente a questa bella esperienza e con il cuore all’amore che san Francesco aveva per il Signore. Perché questo significava il Tau per lui: la nostra vita, salvata e redenta dall'amore di Cristo crocefisso, deve diventare, ogni giorno di più, vita nuova, vita donata per amore.

 

Stefano ed il gruppo chierichetti

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