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don Andrea Mombelli



 Nome     ANDREACognome
MOMBELLI
 Nato a
 DongoNato il
 15/01/1986
 Ordinato a
 Como - Duomo
in data
 09/06/2012
 Telefono 334 3612306
 0342 610848
e.mail mombelli.andrea@gmail.com

ECCOMI QUI!

I disegni di Dio sulla nostra vita sono un mistero … quindi può anche capitare che da un “addio” uno possa dire: “toh’, chi si rivede!”. Ed eccomi qua, ancora tra di voi - come uno di voi! - con la convinzione che il meglio deve ancora venire (cit.)!

Nell’ultima messa che ho celebrato a Dongo dicevo ai miei compaesani che, se da una parte c’è proprio la voglia di incominciare, la voglia di dare concretezza a questa vita spesa per il Signore, dall’altra non è mai facile tagliare il cordone ombelicale. Eppure il Signore ci chiama anche a questo. Ci chiama a prendere il largo per gettare le reti … e allora si parte, con la certezza che il Signore saprà fare grandi cose!

In questi mesi, dopo aver superato la confusione emotiva dei primi giorni … ho ripercorso il cammino che mi ha portato fino a qui, fino ad essere prete, per arrivare poi ad un’unica conclusione (che è forse la più vera di tutto il Vangelo): “Dio ha scelto ciò che nel  mondo è debole per confondere i forti”.

Essere prete per me non è un vanto … la mia scelta non è migliore di chi si sposa o di chi sceglie di rimanere solo. Essere prete per me non è questione di prestigio … perché chi mi conosce sa che mi trovo più a mio agio nelle retrovie. Essere prete per me è una grazia, una grazia davvero grande … perché, anche se sono un peccatore come gli altri, il Signore mi ha scelto come strumento del suo amore.

Ecco allora che all’inizio (o meglio, alla ripresa!) di questo mio cammino qui a Morbegno mi piace richiamare e fare mie alcune parole di Madre Teresa di Calcutta: “Io non penso di avere delle qualità speciali, non pretendo niente per il lavoro che svolgo. E’ opera Sua. Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive. La matita deve solo poter essere usata”.

È questo lo stile con cui spero di riuscire a vivere il mio servizio in mezzo a voi … e vi chiedo di pregare per questo! Tutti: adulti e ragazzi, anziani e bambini … perché questo è lo stile di vita che il Vangelo ci richiede.

Una vita spesa per il prossimo, una vita capace di toccare il cuore dell’altro, di aprigli occhi e orecchie … senza bisogno di mettersi in mostra: “e comandò loro di non dirlo a nessuno”.

Io sono convinto che ciò che lega davvero una comunità non sono tanto le belle parole o le belle attività che si propongono, ma sono la verità e l’amore che, soprattutto noi cristiani, siamo chiamati a vivere in ogni cosa che facciamo, anche la più umile, anche la più scontata. La verità e l’amore che mettiamo in un semplice saluto. La verità e l’amore che mettiamo in un semplice servizio. La verità e l’amore che mettiamo nella nostra vita quotidiana.

Chiediamo allora al Signore la grazia di saper vivere la nostra vita in questa verità e in questo amore, chiediamogli la grazia di saper vivere una fede “immune da favoritismi personali” … per essere anche noi strumento di quell’Amore che “ridona la vista ai ciechi e rialza chi è caduto”.

Cerchiamo di mantenere viva la nostra fede … perché solo con gli occhi della fede possiamo accorgerci dei miracoli che il Signore compie, ancora oggi, in mezzo a noi.

Ma soprattutto non dimentichiamoci mai che noi siamo il volto di Dio per il fratello. Voi lo siete per me. E io, per quanto mi sarà possibile, cercherò di esserlo per voi.

Buon cammino!

don Andrea (Junior)


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